Castello delle Torri di Alife

Longobardi, Normanni, Federico II, i tedeschi in ritirata — mille anni di storia in quattro torri

Il Castello delle Torri di Alife è una fortezza medievale normanna dell'XI–XII secolo, integrata nella cinta muraria romana. Quattro torri angolari circolari (diametro 10–11,80 m, altezza fino a 20 m) collegate da cortine e circondate da un fossato. Ampliato da Federico II nel 1229, fu distrutto nell'ottobre 1943 dai bombardamenti. Nel 2001 gli scavi hanno riportato alla luce una quinta torre. Visibile dall'esterno, angolo sud-est delle mura, tra Piazza Vescovado e Via Mura.

Chi l'ha costruito — e chi l'ha distrutto

Il Castello delle Torri sorge nell'angolo sud-est delle mura romane di Alife. Il primo nucleo è longobardo, probabilmente fondato su strutture romane preesistenti. Sono i Normanni — i conti Rainulfo (morto nel 1087) e Roberto (1087-1115) — a trasformarlo in qualcosa di monumentale: da semplice castrum a fortezza vera, che il cronista Falcone di Benevento chiama munitionem castelli.

Nel 1229 Federico II lo fa restaurare. Nel 1561 le truppe regie e pontificie lo danneggiano gravemente. Nell'Ottocento arriva un consolidamento parziale. Poi, con l'artiglieria moderna, una fortezza medievale non serve più a niente — e viene abbandonata. Il colpo finale arriva nell'ottobre 1943.

Come era fatto — quattro torri e un fossato

I Normanni non costruirono il castello isolato dalla città — lo integrarono direttamente nella cinta muraria romana, una scelta diversa da altri castelli normanni come Melfi. Quattro torri angolari circolari, collegate da cortine murarie, circondate da un fossato pieno d'acqua.

Le misure: la torre nord-est, la più grande, aveva un diametro interno di 11,80 metri e un'altezza di 20 metri. Le altre tre: circa 10 metri di diametro, 15 metri d'altezza. La muratura in pietrame e laterizio riutilizza blocchi romani — anche qui, come nella cripta della cattedrale, i costruttori medievali hanno smontato Roma per costruire qualcosa di nuovo.

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Ottobre 1943 — e quello che è rimasto

Nel ottobre 1943 le truppe tedesche in ritirata minano la torre nord-est — la più grande, 20 metri d'altezza. Il bombardamento americano fa il resto. Di quattro torri, oggi ne rimane integra una sola: quella di sud-ovest, cerchiata in ferro durante i restauri del 1866. La torre di nord-ovest è dimezzata e svuotata per usi abitativi. Quella di sud-est è quasi completamente inglobata in edifici civili.

Nel 2001 gli scavi sul lato nord riportano alla luce i resti di una quinta torre, costruita sulla cerchia muraria romana — un'aggiunta non prevista nelle ricostruzioni precedenti. Il piano di calpestio si è alzato di circa 3 metri nel corso dei secoli, il che lascia ipotizzare la presenza di ambienti sotterranei ancora non esplorati, tra cui un criptoportico romano ben conservato.

Informazioni Utili

Visibilità

Visibile dall'esterno
Struttura parzialmente privata

Accesso limitato ai ruderi

Posizione

Angolo Sud-Est Mura
Piazza Vescovado / Via Mura
81011 Alife (CE)

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Cenni Storici

  • Origine: Longobarda/Normanna
  • Distruzione: 1943 (WWII)
  • Torri: 4 angolari + 1 scoperta 2001

Domande Frequenti

La struttura è parzialmente privata e non dispone di un percorso di visita organizzato. È visibile dall'esterno passeggiando lungo le mura romane. Per accessi particolari contatta il Comune di Alife o il Museo Archeologico.

Durante la ritirata dell'ottobre 1943, le truppe tedesche minarono sistematicamente le strutture difensive e strategiche del territorio per rallentare l'avanzata alleata. La torre nord-est — la più grande, alta 20 metri — fu fatta saltare in quel contesto. I bombardamenti americani causarono ulteriori danni.

Una sola torre è integra: quella di sud-ovest, consolidata nel 1866. La torre di nord-ovest è dimezzata; quella di sud-est è quasi completamente inglobata in edifici civili. La quinta torre, scoperta negli scavi del 2001, è parzialmente visibile sul lato nord.

È una forte ipotesi. Il piano di calpestio si è alzato di circa 3 metri nel corso dei secoli, lasciando supporre la presenza di ambienti sotterranei non ancora esplorati. Un criptoportico romano ben conservato potrebbe trovarsi sotto i livelli attuali — ma non è stato ancora indagato sistematicamente.

Approfondimento

→ Il Castello di Alife — rocca normanna dal 1066