L'Anfiteatro Romano di Alife è un monumento augusteo del I secolo a.C., con una superficie di 7.500 m² e una capienza originaria di circa 7.000 spettatori. È tra i meglio conservati del Sannio e del Sud Italia. Rimasto sotterrato per circa duemila anni, fu riscoperto nel 1987 durante lavori agricoli. La visita è a pagamento, inclusa nel biglietto del Museo Archeologico (€2–€5), con apertura martedì–domenica 8:30–19:30.
Duemila anni sotto i piedi
Cammini sull'erba e non te ne accorgi subito. Poi vedi il profilo dell'ovale, i blocchi di tufo che affiorano, e capisci che stai attraversando qualcosa di enorme.
L'Anfiteatro Romano di Alife è il monumento più grande che Allifae abbia mai costruito: 7.500 metri quadrati di superficie, pareti alte probabilmente fino a 20 metri, capienza per 7.000 spettatori. Era il posto dove la città si riuniva — per i giochi gladiatori, per gli spettacoli, per sentirsi parte di Roma.
Nasce in età augustea, viene ampliato due volte (sotto Claudio, poi nel II secolo d.C.), e per quasi quattrocento anni funziona. Poi comincia la lunga caduta: nel V secolo diventa necropoli, nel Medioevo ci costruiscono case dentro, e alla fine accendono una fornace al centro dell'arena per sciogliere i blocchi di marmo in calce. Nel Duecento non è rimasto quasi niente.
Cosa è rimasto — e perché vale la pena vederlo
Gli scavi dal 2007 al 2009 hanno riportato alla luce le fondazioni complete e parti significative dell'alzato. La forma ovale è ancora leggibile tutta, e camminare lungo il perimetro dà la misura esatta di quanto fosse grande questa struttura in una città di provincia romana.
Situato appena fuori le mura cittadine, vicino a Porta Napoli, l'anfiteatro non è un rudere qualunque: è uno dei pochi esempi in Campania dove la pianta originale è ancora interamente visibile a livello del suolo.
Come è stato ritrovato
Per secoli era sparito sotto i campi. La prima traccia arrivò dalle fotografie aeree: anomalie nella vegetazione, strisce più scure che seguivano un ovale perfetto. Nel 1987, durante i lavori per la posa di cavi telefonici, gli operai trovarono le prime mura perimetrali. Vent'anni dopo partirono gli scavi sistematici, coordinati dall'Arch. Gabriele Venditti e dall'Ing. Antonio Ricigliano, finanziati con fondi POR. In due anni di campagna archeologica la struttura fu portata completamente alla luce e restituita alla fruibilità pubblica.
Informazioni Utili
Cenni Storici
- Età: I sec. d.C.
- Capienza: ~7.000 spettatori
- Tipo: Anfiteatro romano
Contatti
Visitabile su prenotazione
Info: Museo Archeologico di Alife
Domande Frequenti
Approfondimento
→ L'Anfiteatro Romano di Alife

