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LA CHIESA CATTEDRALE

Fin dai primordi della cristianità Alife ascoltò il primo annuncio del Vangelo, secondo lo storico Davino, addirittura da S. Pietro. Per cui si pensa che l’episcopato alifano rimonterebbe ai tempi apostolici. Secondo l’Ughelli, invece, l’epoca di istituzione sarebbe costantiniana e precisamente “post redditam Ecclesiae pacem fortassis Silvestro I sedente”, 314 d.C., pertanto, a quell’epoca, la città di Alife era sede vescovile.

Il colto canonico arciprete del XVIII secolo, Gianfrancesco Trutta nelle sue “Dissertazioni Istoriche delle Antichità Alifane” (Dissertazione XXIX), accenna ad una chiesa di S. Maria esistente all’interno delle mura fin dai tempi di Costantino (IV sec. d.C.). La predetta chiesa andò distrutta “… dalla moresca e saracinesca genià nel memorevole anno 865 di G.C., la quale dopo disfatti in battaglia campale gli eserciti cristiani prese a forza Alife, e la mise tutta a ruba, ed a ferro ed a fiamme. Da indi in poi abbandonata ella fra l’erba e fra l’arena colà, dove se ne mostrano ancora pochi, e miserabili avanzi nell’angolo della Città, ch’ è fra la porta Romana, e quella degli Angioli, vicino al pubblico muro, fu d’uopo si passasse a compier gli ufficj divini nella picciola Chiesa di S. Lucia fino al principio del XII secolo, quando il Conte Rainulfo III con reale magnificenza costrusse la nobilissima Basilica di S. Sisto I P. e Martire accosto a quella di S. Lucia, e la concesse al Vescovo, ad al Capitolo, perché facesse di Cattedrale le parti”.

Come poc’anzi descritto dal Trutta, l’origine dell’attuale Cattedrale risale al XII secolo. Ulteriori notizie sulla diocesi di Alife risalgono anche al V secolo d.C., allorché Clarus, vescovo alifano, partecipò, nel 499 al Concilio Romano sotto il Pontefice Simmaco.

Restauri e saggi archeologici effettuati tra il 1985, il 1994 hanno messo in evidenza edificazioni di età romana, consistenti in ambienti contigui al vicino teatro e alle terme urbane ad ipocausto, mentre nei lavori di ristrutturazione della Sagrestia, effettuati nel 2009, sono emerse notevoli tracce di affreschi di età medievale.

Il prof. Marrocco, inoltre, ipotizza la creazione della Cattedrale su un preesistente tempio di Giunone, nonché, sempre nel medesimo sito, risultano ulteriori costruzioni di carattere religioso risalenti all’età longobarda.

Sappiamo, infine, che nel 969, l’arcivescovo Landolfo di Benevento, in seguito al privilegio del Papa Giovanni XIII, viene investito del diritto di consacrare vescovi in dieci città tra cui Alife per cui anche quest’ultima doveva necessariamente possedere una Cattedrale.

Fu Rainulfo De Quarrel Drengot III, conte di Alife (1106/8 – 1139), che volle edificare una magnifica cattedrale quando nel 1132 portò ad Alife il Corpo di San Sisto I, Papa e Martire, dichiarandolo protettore della città.

La realizzazione di una grande cattedrale divenendo segno tangibile di superiore dignità e potenza, acquisita dalla dinastia normanna, era un’ulteriore segno visibile di un legame particolare che univa Rainulfo alla città di Alife, legame che si andava consolidando attraverso l’impulso dato alla rinascita sociale, civile e artistica che, secondo il suo promotore, doveva portare la città stessa ad assumere quel ruolo che le competeva.

I lavori della costruzione si svolsero tra il 1127 e il 1135 con una certa alacrità, tenendo comunque presenti le preesistenti strutture; motivo per cui la chiesa non risulta canonicamente orientata avendo le absidi a sud. La sua struttura originaria doveva essere di forma rettangolare, con una facciata provvista di tre portali con copertura, forse, a capanna o a salienti. Sul davanti un ampio atrio, come in molte chiese del XII secolo, racchiudeva uno spazio fra l’edificio religioso e la pubblica strada.

La Cattedrale nel corso della sua lunga esistenza è stata sottoposta a numerosi restauri, a seguito di vari eventi calamitosi:  come frequenti terremoti e varie distruzioni causate da periodiche guerre ed invasioni  di eserciti conquistatori.

Verso la prima metà del XIX secolo, a seguito di diversi lavori di ristrutturazione si giunse all’attuale aspetto in stile neoclassico. Seguirono altri lavori di restauro e ristrutturazione, tutti occorrenti per la normale e decorosa manutenzione del monumentale edificio, quali la costruzione delle cappelle laterali, realizzazione di balaustre e stucchi vari. Nel 1925 il pavimento della Cattedrale venne fatto restaurare a spese di monsignor Felice Del Sordo, poi sostituito dall’attuale, che risale agli anni di monsignor Raffaele Pellecchia, vescovo di Alife dal 1961 al 1967. Risale a questo periodo anche il trasferimento dell’Organo del XVIII secolo, che fu installato al centro della cantoria, sovrastante la monumentale porta maggiore d’ingresso, mentre precedentemente era posizionato nello spazio (fornice) a sinistra dell’ultima arcata della navata centrale per chi guarda dall’ingresso.


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