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LE QUATTRO PORTE

L’impianto castrense della città, caratterizzato dalla pianta rettangolare cinta da mura e organizzato sull’incrocio ortogonale delle due strade principali, il decumano massimo, lungo circa 540 metri e il cardo massimo, lungo 410 metri, conserva ancora, all’incrocio tra assi viari e   mura, le porte urbiche. Costruite in blocchi di calcare nella tecnica a cavedio prevedevano due torri aggettanti rispetto al filo delle mura, una saracinesca con camera di manovra superiore e la porta vera e propria in corrispondenza del filo interno delle mura. Lo stretto spazio tra la saracinesca e la porta, il cavedio, doveva costringere gli eventuali assalitori in uno spazio angusto con bassa possibilità di manovra.

Le numerose alluvioni che, fin dal II° sec d.C. hanno funestato l’abitato di Alife, hanno costretto gli abitanti ad un continuo e progressivo innalzamento del piano stradale e un continuo riassetto della struttura delle porte che, nel medioevo avevano un piano pavimentale alto circa un metro sopra quello di età romana.  La riduzione dello spazio costrinse gli abitanti a rialzare il piano d’imposta degli archi delle porte.

Oggi il piano pavimentale è circa 1,6 metri più alto di quello romano e gli archi che sormontano le porte sono circa un metro più alti di allora.

Sul lato ovest si apre la Porta Roma sugli stipiti della quale si possono ancora notare le tracce dei binari dove scorreva la saracinesca. Dei due bastioni a pianta quadrata che la difendevano rimane solo quello a nord, quello a sud fu smantellato nel secolo scorso.

Sul lato sud si apre la Porta Fiume, la meglio conservata delle quattro, le torri esterne sono state inglobate in abitazioni private e, il suo aspetto attuale, che risale al medioevo, ha goduto di un bel restauro negli anni scorsi.

Sul lato est si apre Porta Napoli, detta anche Porta Beneventana, insistendo sulla strada che conduceva a Benevento, è quella meno conservata, l’aspetto attuale, risalente in parte al medioevo, ha subito rimaneggiamenti anche in età moderna.

Sul lato nord si apre Porta Piedimonte, che conserva gli stipiti di età romana realizzati in blocchi di calcare. E’ invece perduto l’arco. Le torri quadrate sono state inglobate in abitazioni private e conservate anche se le cortine murarie sono state ampiamente rimaneggiate. Il pinnacolo che si nota sul lato orientale è uno sfiato dell’acquedotto.


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